La tecnologia e l’esperienza europea costituiscono l’asse portante della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), una piattaforma orbitante che, avvicinandosi al completamento, é sempre più utilizzata per ampliare i confini della scienza, della tecnologia e della medicina verso nuove ed ed emozionanti direzioni.

Il laboratorio spaziale – più grande di un campo di calcio e spesso nitidamente visibile a occhio nudo durante i suoi passaggi notturni sul continente europeo – orbita a 400 kilometri dalla superficie terrestre ed è la base operativa di un gruppo internazionale di astronauti, di solito sei, di entrambi i sessi.

Questo avanposto dell’umanità nello spazio che orbita attorno alla Terra dà una spinta fondamentale per il futuro dell’Europa. Infatti, le nuove conoscenze apprese a bordo dell’ISS sono la vera e propria spina dorsale dello sviluppo e della realizzazione delle future iniziative di esplorazione spaziale. La ISS è di gran lunga il più importante e impegnativo programma di costruzione cooperativa mai intrapreso e deve gran parte del proprio successo al sostegno attivo offerto da numerosi paesi europei.

Lo straordinario progetto della ISS è stato discusso per la prima volta nel 1984, quando Europa, Giappone e Canada hanno deciso di prendere parte a una proposta di programma spaziale avanzata dagli USA. Nel 1993 la Russia ha aderito al gruppo diventandone il quinto partner internazionale. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) rappresenta 10 paesi europei che sostengono finanziariamente il programma – Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, e Svizzera.

L’Europa è nel bel mezzo di una serie di missioni sia nella costruzione che nelle attività di utilizzo della Stazione Spaziale. Dopo il volo di sei mesi a bordo dell’ISS di Thomas Reiter e la missione sullo Space Shuttle di Christer Fuglesang nel 2006, è stato il turno dell’astronauta dell’ESA di nazionalità italiana Paolo Nespoli, nell’ottobre 2007. Come specialista di missione sul volo dello Space Shuttle STS-120, Nespoli ha svolto il compito di supervisore dell’assemblaggio e dell’installazione del modulo di connessione Nodo 2, chiamato Harmony, di costruzione italiana.

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Source: La Stazione Spaziale Internazionale, l’Europa e l’Italia / Italy / ESA in your country / ESA

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